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Diario
21 giugno 2007
Errare humanum est
A parti invertite si sarebbe detto: "E che cosa ti potevi aspettare da un governo di rozzi, ignoranti fascisti?. Mandiamoli via!" Oppure, in alternativa: "Resistere, resistere, resistere!".
A parti invertite si sarebbe detto: "E che cosa ti potevi aspettare da un governo di rozzi, ignoranti fascisti, se non un atteggiamento classista? E i figli dei poveri che non hanno i soldi per mandare i figli al liceo e sono costretti ad iscriverli ad istituti tecnici e professionali? Sono forse studenti di serie B? Mandiamoli via!" Oppure, in alternativa: "Resistere, resistere, resistere!".
| inviato da Numendor il 21/6/2007 alle 0:48 | |
14 agosto 2006
Romano, convertiti
Non lo dico io eh, ma lui, che gli ha dato la fiducia, e ancora gliela darà. E poi, che forza 'sto Hamad Be' Tullah.
| inviato da il 14/8/2006 alle 11:2 | |
1 giugno 2006
Perche' sì
Un Panebianco magistrale.
| inviato da il 1/6/2006 alle 15:33 | |
31 maggio 2006
Grazia ad orologeria (Bleah!)
Manco il tempo di arrivare e cominciano gia' a tirare fuori dalla galera i loro amici e solo quelli (ricorda forse qualcosa?). Anzi no, tra poco ci tocca pure l'amnistia...quando invece ci hanno fatto credere per 5 anni che solo i provvedimenti del vituperato governo Berlusconi avrebbero restituito alla societa' torme di pedofili, rapinatori, stupratori et similia (per la cronaca non ne e' uscito manco uno, e Previti - tanto per gradire - e' stato condannato).
I graziati in questione pero', a differenza di Previti, sono assassini certificati. Ma comunisti, e tanto basta. Infatti Napolitano, rapito dall'ancestrale richiamo stalinista si e' immediatamente precipitato a firmare. D'altronde tra assassini e complici di assassini, sebbene ricoprano la massima magistratura del Paese, l'intesa e' immediata.
Dove sono finiti i giornaloni e gli indignatoni delle leggi ad personam in servizio permanente effettivo? Tutti a dire: evviva! Che schifo. Questa, signori amabili, e' la serieta' al governo.
| inviato da il 31/5/2006 alle 19:44 | |
23 maggio 2006
Aridatece la Pappa
Dunque, si voleva che la giustizia sportiva agisse in fretta. Hanno preso proprio la persona giusta. Cosi', a occhio: Fiorentina salva (per ovvi motivi); Lazio affossata (per altrettanti ovvi motivi); Juve penalizzata meno del previsto e del dovuto (gli Agnelli e Montezemolo sono pur sempre grandi elettori di Chiamparino e di Prodi); poi c'e' il Milan. Che non verra' radiato, ma mandato in serie Z25. Vuoi mettere la soddisfazione di godersi il Cavaliere arrancare nel derby con l'Atletico Arcore...
PS: Dopo la Figc, ora l'ufficio indagini (giusto per restare circoscritti all'ambito calcistico)... oh, ma questi qui sono micidiali, appena vedono profilarsi all'orizzonte una poltrona ci si avventano come degli indemoniati...diro' al mio amministratore di condominio di stare all'erta.
| inviato da il 23/5/2006 alle 21:24 | |
10 maggio 2006
Un presidente stalinista
La scelta di Giorgio Napolitano come candidato alla presidenza della Repubblica «ha il significato di un riconoscimento del contributo che il Pci ha dato alla storia della Repubblica e alla vita democratica del Paese e anche all’evoluzione culturale e politica che quel partito ha conosciuto». Alla fine Piero Fassino getta la maschera e decide di dirlo chiaro e tondo. Dunque non era una polemica da ultimi “giapponesi” quella provocata da una parte del centrodestra che, di fronte alle candidature di Massimo D’Alema prima e di Giorgio Napolitano poi, le ha bocciate entrambe perché di esponenti comunisti. Sarà anche «il ritorno della guerra fredda», come dice il dalemiano Peppino Caldarola nel rimproverare a Silvio Berlusconi di aver tenuto questo atteggiamento, ma certo le parole di Fassino sottolineano come vi sia una continuità storica di fatto. «L’elezione di Napolitano - spiegava ieri il leader diessino a chi ancora si ostinava a non capire - ha un valore di natura politica e storica che non sfugge a nessuno. Sale alla suprema magistratura della Repubblica un uomo che ha trascorso gran parte della sua vita nella sinistra italiana e nel maggior partito della sinistra». Cioé il Pci. E lo ha fatto quando quel partito era legato a doppio filo a Stalin e ai suoi successori, ed era chiamato a sottoscrivere e giustificare tutte le scelte di Mosca, comprese quelle più sanguinarie. Non a caso all’indomani della rivolta d’Ungheria Napolitano scriveva che: «Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo». E ancora, cosi’ Massimo Caprara, segretario di Togliatti, racconta dell’incontro durante il quale ufficializzo’ al neo Presidente della Repubblica la sua pubblica contestazione alla politica del Partito: “Nel novembre 1969 presentai a lui la lettera di aperta solidarietà con il Manifesto (nato in seguito all’appoggio dato dal PCI ai carri armati russi che avevano posto fine alla “Primavera di Praga”, N.d.N.), del quale fui uno dei cinque fondatori. Aprì la lettera dinanzi a me, la scorse attentamente senza emozione. Girò automaticamente i tacchi e mi abbandonò in un angolo del transatlantico della Camera. Andò da Longo e gliela consegnò. Non fece un gesto, non mi lanciò un'occhiata. Consapevole d'essere il messaggero del mio allontanamento dal partito nostro, suo e mio, per circa un trentennio, non mi dedicò più attenzione”. Dimostrazione che, evidentemente, e a parte l’agiografia corrente che parla di lui come il “migliorista” che con coraggio si opponeva alla nomenklatura dominante, Napolitano non ha mai realmente messo in discussione l'operato suo e dei suoi compagni. Come non ricordare poi i rubli che a fiumi sono passati per il suo partito, e quindi anche per le sue mani, e che il PCI utilizzava in ottica antioccidentale, e quindi anti italiana, con l’obiettivo, manco a dirlo, di instaurare nel nostro Paese il comunismo e le sue aberrazioni. La storia da lui vissuta inoltre certifica che nulla fece per evitare e né denunciò l’autentico genocidio di quelle migliaia di italiani emigrati in Urss e colpiti dalla repressione comunista di Stalin. Il Colle, ruolo supremo di garanzia, non avrebbe dovuto essere affidato a chi ha colpevolmente occultato e messo sotto silenzio verità di questa portata.
Sinceri complimenti a chi, da sinistra, ha svilito l’istituzione presidenziale, imponendocelo (nonostante la volonta’, da essi piu’ volte espressa, di voler unire il Paese) come Capo dello Stato, allo scopo di ottenere una vittoria politico/storico definitiva, al fine di salvaguardare i fragili equilibri interni alla propria coalizione, e con l’obiettivo di assicurarsi la presenza di uno “zerbino” quirinalizio (e nel merito non c’e’ da nutrire alcun dubbio dati i trascorsi del personaggio, sempre pronto a mettersi sull’attenti nell’interesse del “partito”, oggi “coalizione”). Complimenti vivissimi anche a chi, da destra, pur attenendosi alla disciplina di schieramento, ha concesso a Napolitano ed a questo ipocrita centrosinistra ampie aperture di credito al solo fine di continuare a lavorare ai fianchi il Cavaliere, invero quantomai indispensabile, come le recenti consultazioni hanno dimostrato, per essere “competitivi”. Cari Fini e Casini (piu’ Casini che Fini), cui prodest?
| inviato da il 10/5/2006 alle 21:45 | |
6 maggio 2006
D'Alema 4 President
"...Ancora più sbalorditivo è, in questo senso, il silenzio di tomba con cui tutta l'area culturale del centro-sinistra — dai costituzionalisti ai comici, dai politologi e gli storici ai poeti e gli uomini di lettere — che per un quinquennio ci ha instancabilmente ammaestrato sulla concezione illiberale della democrazia fatta propria dalla destra sulla base di un uso spietato del nudo principio di maggioranza, ora taccia intimidita, chiudendo gli occhi sul medesimo uso che del medesimo principio si appresta ora a fare il centro-sinistra..." Gia', dove si sono imboscati?
PS: a parti invertite, con Fini premier, Casini alla Camera e Pisanu o Pera al Senato, il solo minimo accenno ad una remota possibilita' di candidatura del Cavaliere al Quirinale avrebbe fatto scendere in piazza milioni di persone al grido di "dagli al regime". Aspetto quelle stesse persone in piazza non dico prima, ma almeno dopo l'elezione di D'Alema.
PPS: "Noi uniremo il Paese". Infatti
| inviato da il 6/5/2006 alle 12:27 | |
4 maggio 2006
D'Alema: perche' si (a patto che se lo votino loro)
Sembra proprio che in queste ore i sinistri stiano maturando una candidatura unica per il colle: quella di Max D'Alema. Si tratta, ovviamente, della quadratura "perfetta" del cerchio, del tassello finale posto a completare la completa occupazione delle cariche dello Stato, in una logica spartitoria degna di altre e per certi versi piu' degne figure della prima repubblica. Se questa e' l'antifona, anche l'ultimo usciere di Montecitorio deve sentirsi autorizzato a portarsi appresso il cadreghino, avendo cura di guardare attentamente alle sue spalle - e non solo -, durante il tragitto... Eh gia', perche' con questi qui, sempre pronti negli ultimi 5 anni a lanciare strali moralisteggianti nei confronti del valzer delle poltrone targato centrodestra, e che rispetto alla ex maggioranza si stanno dimostrando (e siamo appena agli inizi) dei giganti nani del cencellismo, nessuno puo' legittimamente ritenersi al sicuro. Specialmente se trattasi di comune mortale... L'accordo (il rispetto del quale e' fondamentale per l'avvio della (dis)avventura targata Romano) prevedeva il dottor Faust alla Camera, il lupetto (con pipa omaggio) al Senato ed il Marinaretto al Quirinale; cosi' sara', in barba ad ogni minimo senso di decenza istituzionale e facendo letteralmente strame di tutti i propositi di "pacificazione nazionale" sbandierati da Prodi-notti/berto durante i suoi vaneggiamenti a mezzo stampa pre e post elettorali. Vaneggiamenti che oggi piu' che mai risuonano vuoti&fasulli. Ma tant'e'. In quest'ottica, gli incontri tra il premier uscente e quello in pectore, incontri sollecitati da quest'ultimo, assumono connotazioni grottesche. Come puo' realmente cercare il dialogo con l'opposizione chi, partendo da una posizione di forza dettata dai numeri, invita a considerare un nome, solo uno, prendere o lasciare, bere o affogare? Che sorta di assurda commedia e' mai questa? L'Unione ha cosi' poco rispetto per la meta' del Paese che le ha negato la fiducia, da essere disposta a mascherare da dialogo cio' che e' soltanto un unico, ripetitivo monologo? La risposta parrebbe affermativa, anche se per emettere un giudizio definitivo e' doveroso attendere la fine degli eventi. Tuttavia, non tutto il male viene per nuocere. Con questa operazione l'Unione risolve certamente un gravoso problema legato agli equilibri interni alla coalizione, ma la sempre piu' probabile ascesa del Migliorino al colle puo' riservare, a mio parere, alcune piacevoli conseguenze a favore del centrodestra; conseguenze che il centrosinistra, cosi' come la CdL, non puo' non aver messo in preventivo. Vediamo quali:
1) Data la situazione, con una maggioranza risicatissima (al senato) e ed in parte antitetica, qualsiasi nuovo Presidente della Repubblica, fosse esso di sinistra-sinistra, sinistra, sinistra-centro o centro-sinistra, non si sarebbe mai azzardato a mettere in qualche modo i bastoni tra le ruote al mortadellone vostro (o loro, dipende dal lettore). Con quale faccia avrebbe poi giustificato ai suoi elettori (di solito in larga parte inclini alla contestazione facile e spesso infantile - senza dimenticare i molti che tra questi propugnano e praticano la violenza - ) la susseguente strada spianata per le truppe cammellate dei neo-post fascisti? In questo senso Marini vale D'Alema. Ma quest'ultimo, per la sua storia personale, e' meno mimetizzabile da uomo super-partes, e quindi piu' facilmente smascherabile nei suoi assist filogovernativi.
2) E' evidente che un ex comunista (tantopiu' se D'Alema) come capo dello Stato, ricompattera' fatalmente il centrodestra, in cui le divisioni programmatiche e le lotte per la successione risulteranno giocoforza placate da una tale, inaccettabile forzatura istituzionale. Ed e' facile immaginare, con un'opposizione genuinamente compatta e coesa, a quali difficolta' andra' incontro il centrosinistra nella gestione della camera alta. Senza contare che, grazie all'elezione unilaterale del Presidente della Repubblica, il centrodestra avra' una facile (e legittima) e forse decisiva argomentazione da dispiegare nel corso delle prossime campagne elettorali.
3) Infine, aspetto di cui ufficialmente non si parla, l'Unione rischia di stabilire un pericoloso (per se stessa) precedente. Alla fine del mandato del lanciatore di molotov pentito(?), la maggioranza parlamentare potrebbe anche essere, come lo scrivente auspica, di segno diverso. E se tra sette anni il Cavaliere dovesse ritrovarsi a leggere il messaggio di fine anno a reti unificate, non dovrebbe che ringraziare i cari kompagni. E noi, a Dio piacendo, saremo li'. Ad osservarne i volti.
PS: Orsu', sette anni passan presto. Forza, coraggio e felicita'!
| inviato da il 4/5/2006 alle 23:30 | |
3 maggio 2006
Famose 'na risata, compagni
Che c'entra er funerale...Noi avemo vinto! Ma che ce fregaaaaaaaa ma che c'emportaaaaaaaaa..........
| inviato da il 3/5/2006 alle 19:3 | |
30 aprile 2006
Kompagno Sindako
"Non ho mai visto un padrone partecipare alla festa dei lavoratori". Cosi' parlo' Bruno Ferrante, candidato sindaco dell'Unione per la citta' di Milano, in riferimento all'annunciata partecipazione di Letizia Moratti (ugualmente candidata sindaco, ma per la CdL) al tradizionale corteo del primo maggio. Da notare che l'esponente di FI e' stata espressamente invitata alla manifestazione dalla trimurti sindacale. Ha proprio ragione (e la cosa accade con straordinaria regolarita') il buon Christian Rocca quando afferma che: "Pensare che il problema della cosiddetta sinistra italiana sia Caruso o i bruciatori di bandiere è ridicolo. Il problema è la sinistra italiana". Specialmente se la suddetta sinistra italiana giunge al punto da farsi bacchettare addirittura da Calderoli, che mi sembra del tutto superfluo etichettare con un qualsivoglia aggettivo. Basta la parola.
Felicita'!
| inviato da il 30/4/2006 alle 19:31 | |
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